Monitoraggio Energetico


Energy Management Service



Cos'è l'EMS

E’ un servizio completo di gestione dell’energia che prevede la pianificazione e la fornitura a costo zero di una rete di misuratori, per l’acquisizione dei consumi di tutte le aree funzionali del sito oltre ai consumi generali.

Una piattaforma web software, personalizzata e gestita insieme ad un team di esperti, consente di sfruttare tutte le potenzialità del sistema di controllo implementato, dagli aspetti gestionali all’energy saving.

Il servizio prevede un report semestrale sui dati acquisiti, con analisi del sistema energetico basata su dati effettivi (misurati e non stimati) ed una valutazione tecnico-economica degli interventi di efficientamento necessari al raggiungimento della migliore prestazione energetica (KPI di settore)

A chi è rivolto

EMS è particolarmente efficace per le imprese energivore e manifatturiere in genere ma trova applicazione anche nelle grandi imprese multi sito e nel settore terziario.

Per le imprese obbligate alla Diagnosi Energetica (Imprese Energivore e Grandi Imprese), EMS permette di assolvere agli obblighi del D. Lgs 102/2014 seguendo le linee guida ENEA per il monitoraggio nel settore industriale per le diagnosi energetiche ex art. 8 del D. Lgs. 102/2014

I principali vantaggi

Diagnosi Energetica per il 2019 inclusa
Sopralluogo gratuito in sito
Nessun investimento iniziale
Piattaforma cloud intuitiva
Consulenza continuativa EGE
Gestione aziende multi sito
Integrazione con i comuni sistemi gestionali
Generazione e gestione di allarmi



Decreto 102/2014: obblighi e sanzioni

decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 Il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di "attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, stabilisce un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell'efficienza energetica che concorrono al conseguimento dell'obiettivo nazionale di risparmio energetico che consiste nella riduzione, entro l'anno 2020, di 20 milioni di tep dei consumi di energia primaria, pari a 15,5 milioni di tep di energia finale, conteggiati a partire dal 2010, in coerenza con la Strategia energetica nazionale".

Una volta eseguita la Diagnosi Energetica, l’impresa dovrà comunicare ad ENEA, entro il 31 marzo di ciascun anno, i risparmi dell’anno precedente (art. 7 ). Come chiarito dal MISE con nota del 14 Novembre 2016, per l’esecuzione della Diagnosi Energetica è necessario definire l’implementazione del piano di monitoraggio permanente in modo da tener sotto controllo continuo i dati significativi del contesto aziendale e acquisire informazioni utili al processo gestionale dando il giusto peso energetico allo specifico prodotto realizzato o al servizio erogato.

OBBLIGHI

Tra le varie misure, il decreto prevede l’obbligo di esecuzione periodica della diagnosi energetica per grandi aziende ed energivori. Ogni impresa non in possesso di diagnosi in corso di validità è tenuta a verificare ogni anno la sua appartenenza alle suddette categorie al fine di adempiere all’obbligo di diagnosi energetica entro il 5 dicembre dell’anno in corso.

Fino al 19 luglio 2016, le diagnosi energetiche possono essere condotte da tutti i soggetti elencati all’articolo 8, comma 1 (società di servizi energetici, esperti in gestione dell’energia o auditor energetici) anche se non in possesso di certificazioni rilasciate sotto accreditamento. A decorrere dal 19 luglio 2016, le diagnosi devono essere eseguite da soggetti certificati da organismi accreditati, ai sensi dell’articolo 8, comma 2 del decreto.

SANZIONI

Le imprese soggette all’obbligo che non eseguono la diagnosi energetica entro la scadenza fissata, sono soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo 16, comma 1 del D.Lgs. 102/2014: “da 4.000 a 40.000 euro. Quando la diagnosi non è effettuata in conformità alle prescrizioni di cui all’articolo 8 si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 ad euro 20.000”. La sanzione per la diagnosi energetica non esime dall’effettuazione della diagnosi che deve comunque essere comunicata all’ENEA entro sei mesi dall’irrogazione della sanzione stessa.

INCENTIVI

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F.a.Q. sul monitoraggio energetico

Come espressamente previsto dall’articolo 8, comma 3 del D.Lgs. 102/2014, le imprese energivore sono tenute a dare progressiva attuazione, in tempi ragionevoli, agli interventi di efficienza energetica individuati dalle diagnosi, o, in alternativa, ad adottare sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50.001.
I risparmi devono essere comunicati con cadenza annuale entro il 31 marzo dell’anno successivo al conseguimento degli stessi. Tuttavia, i risparmi relativi all’anno 2014 potranno essere comunicati all’ENEA contestualmente alla prima diagnosi, mentre a partire dai risparmi conseguiti nell’anno 2015, la relativa comunicazione dovrà avvenire entro il 31 marzo dell’anno successivo ovvero dal 31 marzo 2016 in poi.
Quando la diagnosi non è effettuata in conformità, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 20.000 euro.
Ai sensi dell’articolo 16, comma 1 del D.Lgs. 102/2014, le imprese obbligate che non effettuano la diagnosi energetica sono soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro.
Ai fini della verifica dell'obbligo di diagnosi energetica, le dimensioni dell'impresa devono essere calcolate sui soli siti italiani sia dell'impresa stessa sia delle sue imprese collegate/associate.
Qualora un'impresa straniera sia collegata a più imprese italiane, queste ultime andranno considerate come collegate tra loro e l'impresa straniera avrà la sola funzione di collegamento.
I siti già in possesso delle diagnosi secondo gli schemi di certificazione ISO 14001, ISO 50001 o EMAS, vanno comunque inseriti nell'elenco dei siti produttivi dell’impresa da sottoporre a diagnosi e da considerare ai fini dell’applicazione della metodologia di campionamento.
Qualora risultassero tra i prescelti, si potrà inviare la diagnosi già eseguita sugli stessi, se conforme all’allegato 2 del D.Lgs. 102/2014 ed ancora in corso di validità.
Ai fini della definizione dei consumi del sito, bisogna tener conto di tutta l’energia derivante dai combustibili e dai vettori energetici entranti nel sito nonché di quella prodotta nel sito da fonti rinnovabili.
Ai fini del calcolo si utilizzano i coefficienti di conversione in tep applicati per la comunicazione di cui all’articolo 19 della Legge 10 del 1991 (circolare MiSE del 18/12/2014).
Nel caso di biomasse il PCI è quello proprio di ciascuna tipologia di biomassa.
Ai fini della diagnosi, è opportuno tenere conto delle diverse caratteristiche dei siti oggetto di analisi.
Con riferimento alla metodologia di clusterizzazione proposta da ENEA allegata al documento di chiarimenti, si precisa che essa, limitatamente al primo anno di obbligo, può essere effettuata sui soli consumi, senza differenziazione per tipologie di processo.
Qualora ad una stessa fascia appartengano siti di diversa tipologia e nella stessa fascia vengano sottoposti a diagnosi più siti, essi devono essere, se possibile, di natura diversa o appartenenti a società diverse dello stesso gruppo.
Al momento gli indici prestazionali di riferimento devono essere reperiti dal soggetto che esegue la diagnosi.
La compilazione del “Format di riepilogo” richiesta da ENEA in sede di presentazione della diagnosi è funzionale all’elaborazione di una banca dati che permetta di individuare valori di riferimento specifici.

Approfondimenti

L’impresa che adotta un sistema di gestione volontaria EMAS, ISO 50001 o EN ISO 14001 è tenuta a comunicare all’ENEA l’esito della diagnosi energetica condotta nell’ambito del sistema di gestione. Limitatamente al solo sistema EMAS, la suddetta comunicazione deve essere fatta anche all’ISPRA

I risparmi totali conseguiti per ogni anno solare, a decorrere dal 2014, dalle imprese che attuano un sistema di gestione dell’energia ISO 50001 e dalle imprese che effettuano audit energetici ai sensi del decreto legislativo 102/2014, per i quali non siano stati percepiti titoli di efficienza energetica, dovranno essere comunicati ad ENEA con cadenza annuale, entro il 31 marzo dell’anno successivo al conseguimento dei risparmi stessi.

L’impresa “energivora” è esonerata dall’obbligo di esecuzione della diagnosi energetica nel caso in cui adotti uno dei sistemi di gestione volontaria di cui all’articolo 8, comma 1, secondo periodo (EMAS, ISO 50001, EN ISO 14001), a condizione che il suddetto sistema di gestione includa un audit energetico realizzato in conformità con i criteri elencati all’allegato 2 al decreto legislativo 102/2014. Resta fermo, ad ogni modo, l’obbligo di comunicare all’ENEA l’esito della diagnosi condotta nell’ambito del sistema di gestione

L’efficienza energetica si ottiene non solo installando dispositivi e strumenti a basso impatto energetico, ma anche con un controllo degli stessi, che permetta di ottimizzare il consumo energetico.
Controllo e monitoraggio sono due aspetti fondamentali per ottenere il massimo livello di efficienza energetica.

Interventi di automazione e monitoraggio degli impianti che permettano di misurare, controllare e analizzare l’utilizzo dell’energia offrono risultati reali nel tempo a costi modesti e con un ritorno molto rapido.

Nel Regno Unito, le Building Regulations richiedono che il 90% dei consumi energetici annuali stimati vengano misurati e dettagliati sia per l’elettricità che per gas , acqua, petrolio e vapore. Secondo i dati divulgati nell’Energy Efficiency Report del Politecnico di Milano, l’installazione di sistemi di monitoraggio potrebbe ridurre i consumi di 3,4 Mtep l’anno, equivalenti a circa un sesto dell’obiettivo di risparmio di 20 Mtep al 2020 stabilito dalla Strategia Energetica Nazionale.

L’adozione di misure di monitoraggio dei consumi energetici aumenta i risultati positivi in termini di efficienza energetica ed accresce i livelli di consapevolezza e gli atteggiamenti individuali del personale.

Dopo il recepimento della direttiva comunitaria 2012/27/UE sull'efficienza energetica bisogna porsi le seguenti domande:
sono chiari i prossimi passi?
come raggiungere l’efficienza energetica?
quali sono i primi investimenti da realizzare per raggiungere i risparmi?

Sicuramente il primo intervento da realizzare è l’implementazione di un piano di efficienza energetica; iniziando dal monitoraggio e dalla misura dei fenomeni elettrici per quantificare i consumi (non si può cambiare quello che non si conosce e non si conosce quello che non si misura) Utilizzare solo l’energia “strettamente necessaria” e solo quando “necessario” con le tecnologie di automazione e controllo. Effettuare miglioramenti permanenti ai processi, mantenendo prestazioni costanti attraverso monitoraggio e servizi di manutenzione. Ricordare che molti dispositivi di misura sono facili da installare, con bassi costi di implementazione ed un veloce ritorno economico.

La diagnosi energetica o audit energetico è una valutazione sistematica, documentata e periodica dell'efficienza dell'organizzazione del sistema di gestione del risparmio energetico. Fonte Wikipedia

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