Certificati Bianchi: il Senato tutela le rinnovabili

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La commissione Industria del Senato accoglie alcune delle indicazioni ricevute in merito alle linee guida in materia di certificati bianchi tutelando le rinnovabili dall'esclusione dall'accesso ai TEE, presente nel documento di consultazione.

Il Governo si impegna "in via transitoria e fino alla definizione di un sistema di tassazione delle emissioni di CO2 e del pieno funzionamento del sistema Ets", a "non escludere dall'ambito degli interventi che danno titolo ai certificati bianchi quelli concernenti la produzione di calore da fonti di energia rinnovabile e da calore di scarto quando sia sostitutiva di fonti fossili, o da gas naturale quando sia in sostituzione del carbone, in ambito industriale".

In generale la risoluzione interviene su vari punti, chiedendo: una "definizione rigorosa del criterio dell'addizionalità"; l'introduzione di "un'apposita disciplina" per lo svolgimento delle verifiche; l'allargamento del perimetro dei Tee ad esempio a "idrico, Ict, trasporti e teleriscaldamento".

Nel testo che è stato approvato si evince l'impegno ad "adottare la revisione del cosiddetto 'coefficiente tau' secondo le linee indicate dalla prima ipotesi delineata dal documento del MiSE, in particolare prevedendo che la vita tecnica dei beni oggetto di incentivazione sia al massimo pari a 15 anni e in ogni caso non superiore al periodo di ammortamento ordinario e sia poi considerata equivalente alla vita utile ai fini dell'incentivazione medesima".

"Si ritiene necessario che, soprattutto per gli interventi di maggiori dimensioni, sia accertata la solidità patrimoniale" del presentatore del progetto e del beneficiario dei Tee. Le garanzie patrimoniali richieste, però, "potrebbero trovare un'opportuna attenuazione per gli interventi non suscettibili di delocalizzazione o smantellamento, quali quelli nei servizi a rete".